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Green Enterprises & Green Jobs.

Le imprese 'green' potrebbero essere il motore della ripresa del nostro paese. Questa non é solo un ipotesi, ma una reale opportunità di far ripartire l'economia italiana confermata dalle statistiche riguardanti le performance delle imprese che negli ultimi tempi hanno puntato sulla conversione ecologica per sconfiggere la crisi. È proprio la recessione, iniziata nel 2008, che ha spinto molte imprese ad approcciarsi al mercato in maniera differente, proponendo prodotti e servizi orientati al rispetto dell'ambiente e alla sostenibilità ambientale. Questo processo di conversione é altamente giustificato dalle statistiche riguardanti le cosiddette 'Green Enterprises' italiane.

Oggi, i green jobs, ovvero i posti di lavoro che contribuiscono in modo significativo alla tutela dell'ambiente e a ridurre l'impronta ecologica, sono circa tre milioni e costituiscono il 13,3% dell'occupazione. Inoltre, proprio questi ultimi hanno il merito di creare valore aggiunto per 101 miliardi di euro, circa un decimo del totale italiano. Le imprese 'green' in Italia sono 341.400 e hanno registrato numeri importanti nel biennio 2013-2014. In prima analisi, hanno contribuito alla riduzione della disoccupazione che nelle imprese green é diminuita del 2% rispetto alla riduzione generale dello 0,9%. In secondo luogo, il 21% di queste hanno sviluppato nuovi prodotti e servizi e il 44% delle imprese manifatturiere 'green' ha registrato un aumento degli export [contro il 22% delle 'non green']. [Fonte: Mauriello Domenico, 'Invest In Natural Capital. Protected Areas: a Laboratory of Green Economy and Green Jobs', Natural and Cultural Capital, Contributions to the conference held at the Botanical Garden of Rome, Italy 24 November 2014, [2014], 16-17].

Cifre importanti che testimoniano come nel nostro paese la ripresa può e deve passare attraverso una svolta in termini di sostenibilità ambientale: la logica economica deve coniugarsi con il rispetto dell'ambiente per promuovere sia lo sviluppo di valore economico che quello sociale e ambientale. È per questo motivo che nelle imprese di tutto il mondo sta diventando fondamentale la figura del 'green manager' o più in generale del CSR manager.

Secondo uno studio condotto nel 2010 da Accenture e Global Compact [Fonte: 'A New Era of Sustainability, UN Global Compact-Accenture CEO Study 2010' ] il 93% degli amministratori delegati del mondo ritiene la responsabilità sociale d'impresa come un fattore determinante del successo delle imprese, che al giorno d'oggi cercano sempre nuovi modelli di business e nuovi metodi per offrire prodotti innovativi per poter affrontare la crisi. In questo contesto, sta emergendo nettamente la figura del green manager, ovvero una nuova figura professionale capace di individuare le tematiche di sostenibilità in un'azienda e trovare il loro nesso strategico con il business. La vera caratteristica peculiare dell'attività del green manager é la flessibilità: costui non si occupa solo ed esclusivamente di pratiche green, ma é un professionista dotato di visione manageriale in grado di coniugare i temi della sostenibilità e della responsabilità sociale con gli obiettivi di profitto dell'impresa.

Il manager del futuro dunque dovrà necessariamente avere competenze in ambito green: non basterà conoscere le pratiche di management tradizionali, ma serviranno disponibilità a modellare le conoscenze e la logica del profitto facendo della sostenibilità ambientale un vero e proprio principio di gestione.

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